Introduzione
Un itinerario stupendo, un vero viaggio nel tempo tra il romanico e le terre di Matilde di Canossa. In sella a una moto come la V85TT, che ama le strade secondarie e il ritmo “slow”, godendosi il passaggio dalla pianura silenziosa alle prime creste dell’Appennino.
In epoca in tutto in cui viene consumato in fretta, fagocitando chilometri senza una sosta vogliamo proporre una uscita lenta, dove i silenzi e i luoghi sacri suggeriscono altri pensieri e modalità.
in sella alla storia
Sabato 12.4.2026
Descrizione
- Lunghezza: Circa 250 km.
- Durata: 6,45 ore circa (escluse le soste prolungate).
- Difficoltà: Facile-Media (strade collinari con alcuni tornanti stretti e strade dissestate).
Partenza : Q8easy
Via Mantova, 66/A, 26100 Cremona CR
GPS:45.14229, 10.05908
Sosta : pranzo al sacco in campagna.
Partenza ore 13 / 13:30

Pernottamento suggerito:
Agriturismo di Sordiglio
Via Sordiglio 26 Paullo di Casina, 42034 Casina, Italia

Prima tappa al confine tra Piacenza e Parma. L’Abbazia di Chiaravalle della Colomba accoglie con il suo celebre chiostro. È il luogo perfetto per uno stop nell’atmosfera della pace cistercense. La luce del mattino che filtra tra le colonnine binate è uno spettacolo che prepara lo spirito al viaggio..
L’architettura è imponente e austera;
Possiamo immaginare le voci dei monaci che bonificarono queste terre. È una sosta breve ma intensa, prima che il profilo delle colline inizi a farsi più nitido all’orizzonte.

Rocca Sanvitale di Fontanellato è un raro equilibrio tra la solidità di una fortezza medievale e l’eleganza raffinata di una dimora rinascimentale.Al centro del borgo, il castello circondato da un ampio fossato ancora colmo d’acqua.
Un’atmosfera fiabesca ma autentica, dove la storia non è musealizzata, ma sembra ancora vibrare

Abbazia di Valserena, conosciuta anche come Certosa di Paradigna, è un’esperienza sensoriale che oscilla tra il misticismo medievale e il fascino della memoria industriale e artistica.
conserva la gravità silenziosa dei monaci cistercensi che la fondarono nel 1298.
La sensazione: Appena varcata la soglia, il rumore del traffico e della modernità svanisce.


La strada inizia a salire e a farsi più divertente. La strada per arrivare qui è stretta, tecnica e panoramica.
Se l’Abbazia di Valserena è un’imponente cattedrale della memoria nella pianura, la Pieve di Santa Maria di Bardone è il suo opposto complementare: un gioiello di pietra e misticismo montano, incastonato tra i boschi dell’Appennino Parmense, lungo la dorsale che domina la Val Baganza.
Situata su uno dei tratti più suggestivi della Via Francigena, l’atmosfera che vi si respira è intrisa della fatica e della speranza dei viandanti che da secoli salgono verso il Passo della Cisa.
E’ un vero gioiello del romanico parmense.


Abbazia di San Basilide, meglio conosciuta come Badia di Cavana, è quella di un rifugio meditativo sospeso tra il bosco e il cielo. Se Valserena è la grandezza della pianura e Bardone è la forza della pietra sulla Via Francigena, Cavana è l’espressione più pura del misticismo vallombrosano nelle colline parmensi.

L’Oratorio di San Michele a Beleo rappresenta la dimensione del ricordo e della solitudine panoramica.
Arrivando a piedi attraverso il sentiero che sale dal borgo, l’edificio appare come una piccola vedetta di pietra che sorveglia il silenzio della montagna.
L’isolamento: A differenza di altre pievi inserite in contesti abitati, Beleo sembra appartenere interamente alla natura e al vento. Dagli anni ’70, l’oratorio è diventato il Sacrario degli Alpini.un tempio della memoria collettiva. Le lapidi e i nomi dei caduti aggiungono un velo di solennità e rispetto che si percepisce nel silenzio quasi assoluto dell’area.
I dieci rintocchi: Ogni sera, al crepuscolo, la campana batte dieci colpi in memoria dei caduti. È un rito sonoro che segna il tempo della montagna e conferisce al luogo un’atmosfera malinconica e profondamente suggestiva.

Abbazia di Marola è un grande polmone di spiritualità e cultura, dove la storia matildica si fonde con la frescura dei castagneti secolari dell’Appennino Reggiano.L’abbazia è letteralmente avvolta dai famosi castagneti matildici. Camminare sotto queste chiome enormi, che filtrano la luce in lunghi raggi dorati, predispone al silenzio e alla lentezza.
I torrioni circolari sul retro ricordano che, in epoca medievale, la Badia era anche un punto di difesa, aggiungendo un tocco di austerità guerriera al complesso religioso.
La tappa chiude idealmente un cerchio fatto di arte, storia e libertà su due ruote.
Domenica 13.4.2026
Descrizione
- Lunghezza: Circa 100 km.
- Durata: 2,45 ore circa (escluse le soste prolungate).
- Difficoltà: Facile-Media (strade collinari con alcuni tornanti stretti e strade dissestate).
Partenza ore 9
Via Risorgimento, 2, 42035 Castelnovo ne’ Monti RE
GPS:44.45611072990017, 10.458486708852979

L’atmosfera dell’Abbazia di Serramazzoni (ufficialmente conosciuta come Chiesa di San Geminiano al Sasso), situata all’interno del suggestivo Castello di Pompeano, è descritta come profondamente evocativa, storica e spirituale.
La rupe domina la valle del Rio Cervaro e offre una vista spettacolare. Proprio di fronte si può ammirare la particolare conformazione rocciosa della Vanga del Diavolo, rendendo l’atmosfera ancora più scenografica. Strade tortuose, borghi medievali e panorami che spaziano dalle valli fluviali alle cime calcaree.
paesaggio collinare morbido, punteggiato di pievi e case a torre in pietra arenaria. I boschi di castagni e querce creano giochi di luce e ombra spettacolari.
A differenza delle colline circostanti, è un blocco di roccia vulcanica neroverde (ofiolite) che sorge improvvisamente. L’Abbazia di San Geminiano al Sasso è incastonata proprio su questo sperone, offrendo uno dei punti panoramici più suggestivi di tutto l’Appennino modenese.
Sosta pranzo e saluti.
IMPORTANTE !!! PRIMA DI PARTECIPARE leggi questo

