Ma voi alle moto che gli fate? Leggendo in internet mi sorge la domanda..
Colori sbiaditi, marmitte opacizzate, e danni che io sulla mia o mie non ho mai visto in 42 anni uso.
Dicono che se sei un vero Guzzista, devi avere cura per la tua Moto Guzzi.
Io no. Me ne tiro fuori. Pigro per natura…anche.
Capisco che per moltissimi non sia un semplice hobby, ma un rito sacro che rasenta il fanatismo. Tra chi lucida i cilindri a specchio e chi non sopporta un granello di polvere dopo un’uscita in off-road o la pioggia è una gara a tirarle a lucido.
Spesso, dietro il desiderio di vedere la propria Moto Guzzi splendere come appena uscita dal concessionario di Mandello, si nasconde un’insidia: l’eccesso di zelo unito a prodotti totalmente inadeguati.
Se il lanciafiamme della vignetta è una provocazione, l’uso improprio dell’idropulitrice è un pericolo reale e quotidiano. La tentazione di puntare il getto d’acqua ad alta pressione per rimuovere il fango dopo un giro in off-road con la nostra V85TT è forte, ma le conseguenze possono essere disastrose.
Il getto d’acqua, se troppo ravvicinato, è in grado di superare le guarnizioni di tenuta e penetrare laddove non dovrebbe mai arrivare:
Comandi elettrici e Cruscotto: L’umidità forzata all’interno dei blocchetti elettrici e sotto il vetro del display TFT può causare ossidazione precoce, falsi contatti o fastidiosi appannamenti permanenti che compromettono la visibilità della strumentazione. Ma questo quando va bene.
Quando invece va male fai come il tizio DISONESTO con la triumph da vallisari che mi confida in segreto che ha dei falsi contatti a seguito del lavaggio il giorno prima..ed il povero cristo di meccanico in officina è 3 ore che smadonna e fa test diagnostici!!!!!!
Ora capite che merde di persone ci siano in giro…(La settimana scorsa andava! TE CREDO MONA)
Cuscinetti di sterzo e ruote: È qui che l’idropulitrice fa i danni più “costosi”. La pressione è tale da scalzare il grasso lubrificante dai cuscinetti, sostituendolo con acqua che innesca processi di corrosione interna. Il risultato? Uno sterzo che diventa “ruvido” e cuscinetti ruota che iniziano a fischiare molto prima del previsto.
Radiatore dell’olio: Le sottili lamelle di raffreddamento della Stevio e V100 dei radiatori possono piegarsi sotto la forza del getto, riducendo drasticamente l’efficienza del sistema di raffreddamento della moto.
prodotti o sapone ?
Lo so già…. sento il coretto “ma io ho sempre fatto così”… BEH ora state facendo un enorme CAZZATA….
Vernici moderne e normative: perché il passato non ritorna
Un altro errore comune è pensare che la resistenza dei materiali sia rimasta invariata nel tempo. La verità è che il ciclo industriale di verniciatura è profondamente cambiato: oggi le norme ambientali (come le direttive REACH e i limiti sui COV – Composti Organici Volatili) sono giustamente molto più stringenti rispetto a 20 anni fa.
Questo significa che i produttori impiegano materiali diversi: le vernici a base d’acqua hanno sostituito quelle a base solvente, e i trattamenti galvanici non utilizzano più le stesse sostanze del passato. Se da un lato questo protegge l’ambiente, dall’altro rende le superfici — come quelle della nostra Moto Guzzi V85TT — molto più sensibili agli agenti chimici esterni.
Usare oggi uno sgrassatore universale “vecchia scuola” o un solvente troppo aggressivo significa aggredire una finitura che non ha la stessa composizione chimica delle moto degli anni ’90 o dei primi 2000. Il risultato? Marmitte che scolorano, trasparenti che si “cuociono” e metalli che perdono la loro brillantezza originale in pochi lavaggi. La tecnologia delle moto si evolve, e di pari passo deve evolversi anche la nostra consapevolezza su come pulirle.
E se prodotti provenienti dall’estero non hanno stesse reazioni fatti una domanda…e datti una risposta.

Ho l’impressione che troppo spesso l’uso di sgrassatori aggressivi nati per la cucina, detergenti industriali o, peggio, “esperimenti” suggeriti dal sentito dire, portino a risultati pessimi.
Non si tratta solo di estetica: una scelta sbagliata può causare danni permanenti che pesano sul valore della moto. Uno degli effetti più frequenti e deprimenti riguarda le marmitte che si scolorano o si macchiano irrimediabilmente: l’uso di sostanze acide o chimicamente incompatibili con il calore dello scarico può creare aloni bluastri o macchie biancastre che nessun polish riuscirà mai a rimuovere del tutto.
A questo si aggiungono le plastiche che si opacizzano, le guarnizioni che si seccano prematuramente e l’ossidazione di parti delicate del motore. La nostra V85TT è un capolavoro di equilibrio tra meccanica classica e tecnologia moderna: trattarla con la chimica sbagliata significa compromettere quella bellezza che cerchiamo di preservare. Prima di arrivare al “lanciafiamme” della vignetta, ricordiamoci che un prodotto scadente o inadatto può fare più danni di un intero inverno passato sotto la pioggia!
Per quanto mi riguarda lavo la moto solo prima dei tagliandi (a volte) e prima di rivenderla. E quando l’ho fatto sembrava appena uscita dal concessionario…ne macchie ne colori rovinati.
Vecchio trucco eterno…?
Secchio di acqua poco calcarea…sapone di marsiglia . La sera prima vecchi stracci di cotone bagnati fradici sulla moto, cupolini e carrozzeria e motore (freddo).
Poi fate un po’ come cazzo vi pare…neh?

