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Grafica motivazionale sul tema della moto ferma durante un viaggio. Il messaggio evidenzia che la vera differenza non è il guasto, ma affrontarlo con serenità, solidarietà e stile motociclistico.

Moto ferma durante un viaggio? La differenza è affrontarla con stile

Moto ferma? Chi viaggia in moto lo sa.

Può succedere a tutti. Ma no. Non è lo nostra.

Non esiste il marchio perfetto, la moto indistruttibile o il modello che garantisce di arrivare sempre a destinazione. Chi macina chilometri conosce bene questa realtà: una gomma, una batteria, un sensore, un guasto elettronico… prima o poi una noia può capitare. A qualsiasi moto.

La differenza non è restare a piedi.

La differenza è essere preparati ad affrontare quel momento con serenità e, soprattutto, con stile.

Due settimane fa io e mia moglie stavamo rientrando quando abbiamo notato una coppia di motociclisti ferma tra Affi e Rivoli Veronese.

Erano lì da circa tre ore, in attesa del carro attrezzi.

La loro moto non era italiana. Non era cinese. Era semplicemente una moto che, quel giorno, aveva deciso di fermarsi. Come potrebbe succedere a qualunque altra.

Siamo andati apposta in paese, abbiamo preso dell’acqua fresca e qualche trancio di pizza, poi siamo tornati da loro.

Non potevamo riparare la moto.

Il soccorso aveva tempi biblici.

Ma potevamo rendere meno pesante quell’attesa sotto il sole a bordo strada accantoi a capannoni abbandonati.

Ed è quello che abbiamo fatto.

Questa piccola esperienza mi ha lasciato tre riflessioni.

La prima.

In tre ore sono passati decine e decine di motociclisti.

Nessuno si è fermato per chiedere: “Avete bisogno di qualcosa?”

Magari molti hanno pensato che ci fosse già il soccorso in arrivo. Magari avevano fretta. Però una domanda me la sono fatta.

Che fine ha fatto quello spirito di solidarietà che, una volta, sembrava appartenere naturalmente al mondo delle due ruote?

La seconda.

Ogni moto può rompersi.

Anche quella da 25.000 euro.

Anche quella del marchio che tutti definiscono “indistruttibile”.

Le statistiche, le classifiche di affidabilità e la qualità costruttiva esistono, certo. Ma il guasto non legge le brochure e non guarda il prezzo di listino.

Per questo sorrido quando sento discussioni infinite su quale sia la moto perfetta.

La moto perfetta, semplicemente, non esiste. Per quanto la moglie non se ne facesse una ragione per la seconda fermata con quella moto.

La terza.

Lo stile non si vede solo quando si guida.

Si vede anche nei piccoli gesti.

Un messaggio il giorno dopo.

Una telefonata.

Un semplice: “Grazie per esservi fermati.”

Non è arrivato.

Pazienza.

Noi non ci siamo fermati per ricevere un ringraziamento. Lo rifaremmo domani mattina senza pensarci due volte.

Però anche questo fa parte dello stile.

Perché lo stile non è il marchio stampato sul serbatoio.

Non è il completo tecnico più costoso.

Non è la moto più potente del gruppo o costosa.

Lo stile è accorgersi di chi è in difficoltà.

Fermarsi.

Portare una bottiglia d’acqua fresca.

Offrire un pezzo di pizza.

Dire grazie quando qualcuno lo fa per noi.

Forse è proprio questo il motociclismo che mi piace vivere.

Quello fatto di strade, sì.

Ma soprattutto di persone.