Non si cambia molto con l’età.
Intendiamoci,Fisicamente si. Purtroppo. E non in meglio.
Ma il nostro modo ,quello di alcuni perlomeno di girare (e non siamo pochi) ,rimane proprio quello:
Infilare stradine, farsi vincere dalla curiosità, fermarsi in un borgo. Viaggiare e sorprendersi.
Spostarsi in sella al ritmo che consenta di gustarsi il mondo.
Allergici alle strade “celebri”, perché inflazionate da chi le ha trasformate in sfogatoi da frustrati della prestazione e forse vita.
E non abbiamo necessità di soste in piazzali sovraffollati,pranzi abbondanti e dimostrazioni di abilità di guida o del mezzo.
Semplicemente , sembrerà strano,non ci interessano.
Poi verso sera nonostante le soste e la calma del nostro incedere i km sono tanti. A volte moltissimi.
Siamo coloro che sotto al casco hanno ancora il sorriso,e il ritmo del respiro non è mai è in affanno da prestazione.
Non conosciamo il limite della moto.
Perché conosciamo i nostri. Che arrivano moltissimo prima.
E non siamo curiosi di impararlo.
Non pensiamo a “sverniciare” nessuno.
Perché per noi sverniciare significa farlo su ringhiere con prodotti chimici, carta abrasiva e smerigliatrice.
Non facciamo acrobazie. Le abbiamo fatte. A 14 anni.
Quando qualcuno si è fatto male e abbiamo imparato.
A non farne altre.
Ora magari le guardiamo. Ma di chi fa freestyle o trial.
Quelli bravi ma davvero.
Ci fermiamo nel silenzio. Non lasciamo tracce del nostro passaggio. E nemmeno vogliamo fare sentire il rumore degli scarichi.
Non abbiamo nemmeno la frenesia e la bulimia di cambiare moto.
Di poter avere per essere visti in funzione di quello.
Non sentiamo il desiderio compulsivo della moto grande e sempre nuova.
Il gioco del criceto nella ruota lo lasciamo fare a te.
Le guardiamo, le apprezziamo. Forse.Alcune.
Ma non le desideriamo come potresti pensare. Proprio no.
Non ci sentiamo meno di quello che siamo.Felici con quello che abbiamo.
Ne conosciamo pregi e difetti.
E un po’ ci affezioniamo a loro.
Ma non perché hanno un’anima.
E se non esiste una causa grave,non abbiamo nemmeno alcuna fretta di rincasare prima che faccia buio. Perché la nostra moto non è una zucca come quella della carrozza di Cenerentola e il calare del sole resta un momento magico. Mistico quasi.
E magari non abbiamo nemmeno super faretti da viaggio estremo in Pakistan.
Siamo coloro che passano inosservati, senza patches sui giubbotti ,adesivi sulle moto e restano educatamente in ascolto.
Di chi non sa nulla di te,e nulla ti chiede ma insegna.
A prescindere. E di tutto.E magari siamo stati in quei posti prima di te.Molto prima.
O addirittura ci abbiamo vissuto.
Non ci sentirete ,nelle nostre chiacchiere parlare di prestazioni, pieghe e staccate.
Ma di luoghi, di sensazioni e di persone. Anche di moto.
Ma con leggerezza.
La leggerezza che una moto dovrebbe ancora regalare ma davvero troppi hanno scordato.
Vi lascio un brano da ascoltare uno dei brani a me più cari per vari motivi.
I woke up this morning and I took a look around at all that I got
S.Earle
These days I’ve been lookin’ in the mirror and wondering if that’s me lookin’ back or not
I’m still the apple of my mama’s eye
I’m my daddy’s worst fears realized
Here of late all this real estate don’t seem all that real to me sometimes
I’m back out on that road again
Turn this beast into the wind
There are those that break and bend
I’m the other kind, I’m the other kind
Now my old buddy, what’s his name, says, “Man what the hell are you thinkin’ ‘bout
Fool, you got two of everything, but you hang your head just like you was down and out”
And I’m damn sure not suffering from a lack of love
There’s plenty more where that came from
Ah – but leave it up to me to say something wrong and hurt someone before I’m done
You see it used to be I was really free
I didn’t need no gasoline to run
Before you could say Jack Kerouac you’d turn your back and I’d be gone
Yeah nowadays I got me two good wheels and I seek refuge in aluminum and steel
Aw, it takes me out there for just a little while
And the years fall away with every mile

