Quanto conta davvero la marca? La verità è nelle schede TDS
Olio 10w/60 per la moto ? Quando il gioco si fa duro, le temperature salgono e i grandi motori bicilindrici o ad alte prestazioni iniziano a spingere sul serio, la scelta della gradazione del lubrificante diventa cruciale. Ma come si fa a scegliere davvero il miglior olio 10w60 moto senza farsi condizionare dai loghi sulle confezioni o dalle sponsorizzazioni nei circuiti?
| Parametro | Pakelo | Motul | Repsol | Liqui Moly | ENI | ELF | Castrol | Bardahl | Motorex | Nils |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| API | SP | SP | SN | SP | SL | SP | SN | SN | SN | SN / SM |
| JASO | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 | MA2 |
| Viscosità 40°C (cSt) | 170.5 | 160.1 | 162 | 176.0 | 165.0 | 184.0 | 170.7 | 161.4 | 166.0 | 168.0 |
| Viscosità 100°C (cSt) | 24.2 | 23.9 | 23.0 | 25.0 | 23.4 | 24.8 | 24.7 | 23.8 | 23.4 | 23.5 |
| Indice viscosità (VI) | 174 | 181 | 172 | 175 | 172 | 167 | 178 | 178 | 172 | 170 |
| HTHS (mPa·s) | 5,10 | 5.5 | ~5.3 | ~4,5 e 5,0 | ~5.4 | ~5.5 | ~5.7 | ~5.4 | ~5.4 | ~5.4 |
| Noack (%) | 5.7 | 5.5 – 6.2 | ~6.0 | 4.9 | 5.8 – 6.5 | 5.8 – 6.5 | 7.5% – 8.5 | 5.5% – 6.5% | 5,0 | n.d. |
| TBN | 7.7 | 8.4 | 8.7 | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | n.d. | 7.8 |
| Flash Point (°C) | >220 | 232 | 242 | 240 | 230 | 236 | 212 | 210 | 240 | 238 |
| Pour Point (°C) | -37 | -33 | -45 | -39 | -36 | -39 | -39 | -36 | -39 | -39 |
La nostra mot è raffreddata ad aria. io per non sapere ne leggere ne scrivere…mi sono attrezzato con questo.,.
La risposta non si trova nelle promesse del marketing, ma nei numeri freddi e oggettivi nascosti all’interno delle schede tecniche ufficiali (TDS) dei produttori.
Spesso ci si limita a guardare il prezzo o la reperibilità, ma parametri fondamentali come la stabilità della viscosità a 100°C, la resistenza allo stress da taglio ad altissime temperature (HTHS) e la tendenza all’evaporazione (Noack) possono fare una differenza enorme sulla longevità della meccanica e sulla protezione della frizione a bagno d’olio.
Per fare massima chiarezza e guidarti nell’acquisto perfetto, abbiamo messo a nudo e confrontato i dati di laboratorio di dieci lubrificanti top di gamma più diffusi sul mercato: Pakelo, Motul, Repsol, Liqui Moly, ENI ed ELF, Bardhal e Castrol,Moterex,Nils.
Se vuoi scoprire quale di questi giganti offre il “cuscinetto” idrodinamico più robusto quando il termometro scotta e la meccanica viene spremuta al limite, analizziamo subito la tabella comparativa definitiva. Le informazioni le abbiamo reperite in internet. Se qualcosa non dovesse tornarvi a livello dei dati comunicatecelo che prevvederemo alla eventuale rettifica.










Liqui Moly: La trasparenza della documentazione è eccellente; la casa tedesca è una delle pochissime a dichiarare apertamente il test di evaporazione Noack (4.9%), un valore eccezionalmente basso che conferma l’ottima stabilità termica della base sintetica. Ha aggiornato di recente la specifica ad API SP.
ENI (i-Ride Racing): Mantiene una specifica API SL (comune per formulazioni racing dove si predilige una forte presenza di additivi antiusura tradizionali come lo zinco/ZDDP, talvolta limitati nelle specifiche API più recenti per preservare i catalizzatori automobilistici). Ha un Pour Point leggermente più alto (-27°C), dettaglio irrilevante per l’uso motociclistico standard o sportivo.
ELF (Moto 4 Race): Sfoggia un’ottima viscosità a caldo (24.8 cSt) associata a un Flash Point elevato di 250°C, indicando una notevole resistenza ai carichi termici estremi. Anche in questo caso l’aggiornamento recente ha portato la specifica ad API SP.
API
È la classificazione prestazionale americana dell’olio.
Esempi:
- API SL (2001)
- API SM (2004)
- API SN (2010)
- API SP (2020)
Più recente è la lettera, più severi sono i test.Cosa migliora:
- protezione usura
- controllo depositi
- ossidazione
- protezione catena distribuzione
- compatibilità con carburanti moderni
In generale:
SP > SN > SM > SL
JASO MA / MA2
Standard giapponese specifico per moto.
Serve soprattutto per la frizione a bagno d’olio.
MA
Buona compatibilità.
MA2
Massima compatibilità e grip della frizione.
Per una moto moderna è preferibile MA2.
Densità a 15°C
Misura quanto pesa un litro di olio.
Unità:
kg/l
Esempio:
- 0,850 kg/l
- 0,860 kg/l
Non indica direttamente la qualità.
Può dare indicaDensità a 15°C
Misura quanto pesa un litro di olio.
Unità:
kg/l
Esempio:
- 0,850 kg/l
- 0,860 kg/l
Non indica direttamente la qualità.
Può dare indicazioni sulla base utilizzata ma da sola conta poco.zioni sulla base utilizzata ma da sola conta poco.
Viscosità cinematica a 40°C
Misura la fluidità dell’olio a temperatura relativamente bassa.
Unità:
cSt (centistokes)
Esempio:
- 150 cSt
- 170 cSt
Più alto:
- olio più “grosso”
- più resistente
- meno scorrevole
Più basso:
- circola più facilmente
- minori attriti
Viscosità cinematica a 100°C
Uno dei dati più importanti.
Misura la viscosità a temperatura di esercizio.
Unità:
cSt
Esempio:
- 21 cSt
- 24 cSt
In un 10W60:
- 21 = lato “leggero” della categoria
- 24-25 = lato “pesante” della categoria
Un Pakelo a 24,2 cSt è più corposo di un Repsol a 23 cSt.
due esempi dalla tabella:
- Motul: Ha 23.9 cSt a 100°C con un VI di 181 (il più alto).
- ELF: Ha 24.8 cSt a 100°C con un VI di 167 (il più basso).
Nonostante ELF sia più “denso” sulla carta a 100°C, l’indice di viscosità di Motul (181) ti dice che la sua base sintetica è molto più stabile. Significa che se la temperatura del motore sale a 130°C-140°C (condizione tipica dentro la testa o sui pistoni), l’olio con il VI più alto cederà molto meno, mantenendo la sua struttura, mentre quello con il VI più basso tenderà a fluidificarsi (“smollarsi”) molto più rapidamente.
In conclusione: Per un uso turistico protettivo e di lungo raggio su motori che richiedono il 10W-60, un valore a 100°C superiore a 24 cSt associato a un Indice di Viscosità (VI) vicino o superiore a 175 rappresenta il compromesso ideale per avere la massima protezione della pellicola sotto sforzo senza sacrificare la fluidità di scorrimento.
Indice di viscosità (VI)
Misura quanto la viscosità cambia con la temperatura.
Più alto è:
- meno l’olio si assottiglia scaldandosi
- più il comportamento resta costante
Indicativamente:
- 140 = normale
- 160 = molto buono
- 180 = eccellente
Per questo il Motul con VI 181 è notevole.
HTHS (High Temperature High Shear)
Probabilmente il dato più importante di tutti.
Misura la viscosità:
- a 150°C
- sotto forte taglio meccanico
Simula:
- cuscinetti
- ingranaggi
- bronzine
- camme
Unità:
mPa·s
Esempio:
- 3,5 = auto moderna
- 4,0 = molto buono
- 5,0+ = estremamente robusto
Il Motul dichiara circa 5,5.
Valore molto elevato.
Il ragionamento sull’HTHS (High Temperature High Shear) segue una logica simile a quella della viscosità a 100°C, ma si sposta nel campo delle condizioni limite assolute dell’motore.
Mentre la viscosità a 100°C misura come l’olio scorre “tranquillamente” per gravità, l’HTHS simula quello che succede nei punti più infernali del motore: a 150°C e sotto una frenetica pressione meccanica (lo shear, ovvero lo sforzo di taglio che l’olio subisce ad esempio tra la fascia elastica e il cilindro, o all’interno delle bronzine dell’albero motore ad alti giri).
Se consideriamo la stessa gradazione (i 10W-60 in tabella), ecco come interpretare un HTHS più alto o più basso:
È meglio un HTHS più ALTO (Es. 5.5 mPa·s di Motul) se:
- Cerchi una protezione totale nei punti critici: Sotto uno stress meccanico brutale e a temperature da stress termico (150°C), le molecole di un olio con HTHS alto non si “stirano” e non si separano. Il velo d’olio mantiene uno spessore fisico reale, impedendo il contatto metallo-metallo sulle camme e sulle bronzine.
- Uso gravoso e accoppiamenti robusti: Nei motori ad alte prestazioni, con forti pressioni specifiche sui componenti (es. la distribuzione di un grosso bicilindrico o il cambio integrato che trita l’olio), un valore di 5.5 è una polizza assicurativa contro l’usura.
- Resistenza alla diluizione: Se un po’ di benzina incombusta finisce nella coppa (cosa comune nei tragitti autostradali o nell’uso intenso), un olio con HTHS alto ha più margine prima di scendere sotto la soglia di sicurezza.
È meglio un HTHS più BASSO se:
(Nota: per un olio 10W-60 l’HTHS è nativamente alto, solitamente sopra i 4.5 – 5.0, ma ci sono formulazioni leggermente più fluide).
- Vuoi ridurre l’attrito fluido ed emettere meno calore: Un HTHS più basso significa che l’olio offre meno resistenza idrodinamica quando viene “schiacciato”. Le parti meccaniche si muovono con meno sforzo, il che si traduce in una frazione di potenza guadagnata alla ruota e in un minore consumo di carburante (Fuel Economy).
- Temperature interne più stabili nei motori stretti: Scorrendo più facilmente sotto sforzo, l’olio circola più rapidamente nei passaggi millimetrici delle bielle, asportando calore invece di accumularlo per attrito interno viscoelastico.
Il paradosso dello Shear: Cedimento Temporaneo vs Permanente
[Image explaining High Temperature High Shear HTHS oil film protection]
Quando l’olio subisce questo stress da taglio, i suoi polimeri miglioratori dell’indice di viscosità possono comportarsi in due modi:
- Cedimento Temporaneo (Legato all’HTHS): Le molecole si allineano temporaneamente per far scorrere l’olio (l’HTHS scende un momento), ma appena la pressione cessa, tornano alla forma originale protettiva.
- Cedimento Permanente (Viscosity Shear Loss): Lo stress meccanico spezza fisicamente le molecole. In questo caso l’olio si degrada e non tornerà mai più a essere un vero 10W-60, ma diventerà un 10W-50 o peggio.
Il verdetto per il 10W-60
Chi sceglie un 10W-60 per la propria moto non sta cercando il record di economia nei consumi, ma la massima protezione meccanica a caldo.
Per questo motivo, all’interno di questa gradazione, un valore di HTHS più ALTO (come il 5.5 di Motul) è da considerarsi preferibile. Indica che la struttura della base e dei polimeri è estremamente robusta, capace di mantenere un “cuscinetto” idrodinamico inscindibile anche quando il motore viene spremuto al massimo in piena estate.
Il vincolo dello Standard SAE J300
Per legge, per poter stampare sulla confezione la gradazione SAE 60 (come nel caso di tutti i 10W-60 in esame), il lubrificante è obbligato a superare un valore minimo di HTHS a 150°C pari a 3.7 mPa·s.
Trattandosi però di oli Premium formulati al 100% con basi sintetiche nobili (PAO ed Esteri), il loro valore reale è nettamente superiore al minimo sindacale
Legenda dei parametri
TBN (Total Base Number)
Misura la capacità dell’olio di neutralizzare gli acidi prodotti dalla combustione e dall’invecchiamento del lubrificante.
Più il valore è alto, maggiore è la capacità dell’olio di mantenere le proprie caratteristiche nel tempo.
- < 6 = Sufficiente
- 6 – 7 = Buono
- 7 – 8 = Molto buono
- 8 – 10 = Eccellente
- > 10 = Applicazioni speciali / intervalli molto lunghi
Flash Point (Punto di Infiammabilità)
È la temperatura alla quale i vapori dell’olio possono incendiarsi in presenza di una sorgente esterna.
Non rappresenta la temperatura di esercizio del motore, ma è un indicatore della stabilità termica e della volatilità del lubrificante.
- < 220°C = Discreto
- 220 – 230°C = Buono
- 230 – 240°C = Ottimo
- > 240°C = Eccellente
Pour Point (Punto di Scorrimento)
Indica la temperatura minima alla quale l’olio rimane sufficientemente fluido da poter essere pompato.
Più il valore è basso (più negativo), migliori saranno le prestazioni durante gli avviamenti a freddo.
- -25°C = Sufficiente
- -30°C = Buono
- -35°C = Molto buono
- -40°C = Ottimo
- < -40°C = Eccellente
Nota: per un utilizzo motociclistico stradale in Italia, i parametri più significativi sono generalmente HTHS, viscosità a 100°C, Noack e indice di viscosità (VI). Flash Point e Pour Point diventano particolarmente rilevanti solo in condizioni di utilizzo estreme o climi molto freddi.
CCS (Cold Cranking Simulator)
Simula l’avviamento a freddo.
Unità:
cP
Più basso:
- motorino d’avviamento più felice
- lubrificazione più rapida
Per un 10W:
limite SAE ≈ 7000 cP a -25°C.
Un valore di 6250 cP è molto buono.
Noack
Uno dei dati più interessanti.
l Noack Volatility Test (ASTM D5800) misura la perdita per evaporazione del lubrificante: in parole povere, indica quale percentuale di peso l’olio perde evaporando se tenuto a una temperatura costante di 250 °C per un’ora sotto un flusso d’aria controllato.
Per motori termicamente sollecitati, un Noack basso è fondamentale: significa meno consumo d’olio, meno depositi e una viscosità che resta stabile nel tempo. Nei 10W-60, grazie all’uso di basi sintetiche naturalmente molto pesanti (PAO ed Esteri), si raggiungono valori eccezionalmente bassi rispetto agli oli più fluidi (un buon 5W-30 da auto viaggia di solito tra il 9% e l’11%).
Come per l’HTHS, i produttori di oli moto tendono a non pubblicare volentieri questo dato nelle schede tecniche standard (TDS) perché non è strettamente richiesto dalle normative JASO MA2.
Unità:
%
Più basso:
meglio.
Indicativamente:
- 12% = buono
- 10% = ottimo
- 8% = eccellente
Influisce su:
- consumo olio
- formazione morchie
- stabilità alle alte temperature
Molti produttori evitano di pubblicarlo. alcuni dati riportati sono stime tecniche in base alle composizioni.
Se il tuo obiettivo è minimizzare il consumo d’olio per evaporazione nei cilindri, Liqui Moly e Pakelo offrono le certezze numeriche migliori, con dati reali da laboratorio che si posizionano al vertice assoluto della categoria.
Bardahl gioca in serie A per quanto riguarda la qualità delle basi della linea XT-S, che è un 100% sintetico vero composto da un mix di PAO (Polialfaolefine) ed Esteri.
Sebbene Bardahl non pubblichi il Noack nella scheda pubblica, le analisi indipendenti su questa specifica formulazione premium si attestano solitamente intorno a un eccellente 5.5% – 6.5%, tallonando da vicino il record di Liqui Moly.
Perché è ottimo: Le basi estere e PAO hanno legami molecolari così stabili che resistono nativamente all’evaporazione senza bisogno di montagne di additivi miglioratori.
i test storici su questa linea collocano il Noack Castrol nella fascia del 7.5% – 8.5%. Un valore assolutamente sicuro e robusto per qualsiasi motorone stradale, ma leggermente meno estremo rispetto a basi puramente formulate ad Esteri.
Ceneri solfatate
Residui solidi lasciati dagli additivi.
Unità:
%
Indicativamente:
- 0,8% = basso
- 1,0% = normale
- 1,4% = elevato
Più basse:
- meno depositi
Più alte:
- maggiore capacità detergente e antiusura
È sempre un compromesso.
Base olio (spesso non dichiarata)
È il vero “segreto” dell’olio.
Può essere:
Gruppo III (HC sintetico)
Derivato dal petrolio ma molto raffinato.
Ottimo.
PAO (Gruppo IV)
Sintetico vero.
Maggiore stabilità.
Esteri (Gruppo V)
Top di gamma.
- adesione al metallo
- altissima resistenza termica
Molti oli premium usano miscele:
- PAO + Ester
- HC + Ester
Se dovessi guardare solo 5 parametri
Per una moto come la Pegaso, KTM LC4, BMW F650 Rotax, Ducati 2V ecc. guarderei:
- HTHS → il più importante
- Viscosità a 100°C
- Noack
- Indice VI
- TBN
Questi cinque parametri raccontano circa l’80% della qualità reale di un olio, molto più del marchio stampato sulla confezione.
Ora i dati ci sono e le considerazioni sono personali. Ogni quanto lo cambiate ? Che uso ne fate della moto ? Quanto volete spendere ? Quanto siete disposti a rabboccare ?
Liqui Moly
- Miglior Noack (4,9%)
- Viscosità a caldo più alta (25 cSt)
- HTHS molto elevato
- API SP
Motul
- Miglior VI (181)
- Ottimo TBN
- Molto equilibrato
Repsol
- Miglior TBN (8,7)
- Miglior Flash Point (242°C)
- Miglior Pour Point (-45°C)
Pakelo
- Molto vicino ai migliori in ogni parametro
- Nessun punto debole evidente
- Approccio più “racing” che “marketing”
Classifica si basa esclusivamente sulla qualità dei parametri chimico-fisici: modernità della specifica (API SP), resistenza all’evaporazione (Noack basso), stabilità termica (Flash Point elevato) e robustezza del velo sotto sforzo (HTHS).
- 🥇 1° Posto: Liqui Moly Motorbike Street Race
- Perché vince: Ha il valore di Noack più basso in assoluto (4.9%), il che significa stabilità molecolare eccezionale e consumo d’olio per evaporazione ridotto a zero. Con una viscosità a 100°C di 25.0 cSt offre il “cuscinetto” idrodinamico più spesso a temperature infernali. Specifica API SP modernissima.
- 🥈 2° Posto: Motul 7100 4T
- Perché è sul podio: Mostra l’Indice di Viscosità più alto (181), dimostrando che la sua base (100% Sintetica con tecnologia a Esteri) è la più stabile in assoluto nel mantenere le proprietà al variare della temperatura. Ha ottimi valori di HTHS (5.5) e Noack controllato. Specifica API SP.
- 🥉 3° Posto: Pakelo Krypton MBK
- Perché è sul podio: Un prodotto di una linearità tecnica magistrale. Specifica API SP, un Noack bassissimo (5.7%) che tallona i primi della classe, e un valore a caldo massiccio (24.2 cSt). È un lubrificante purissimo e formulato per resistere a sforzi prolungati.
- 🎖️ 4° Posto: Motorex Cross Power
- Si piazza vicinissimo al podio grazie a un impressionante Noack del 5.0% e un Flash Point di 240°C. Cede il passo solo perché si ferma alla specifica API SN e ha una viscosità a caldo leggermente più fluida (23.4 cSt).
- 🎖️ 5° Posto: Bardahl XT-S C60 / Nils Race 4T (Ex aequo)
- Il Bardahl si difende con un ottimo Indice di Viscosità (178) e un Noack solido, supportato dalla chimica Polar Plus + Fullerene (non scritta in tabella ma fondamentale). Il Nils risponde con una grandissima resistenza al fuoco (Flash Point 238°C) e parametri molto equilibrati.
- ❌ Fanalino di coda tecnico: ENI i-Ride Racing
- Pur essendo un olio onesto e robusto a caldo, paga lo scotto di una specifica API SL ormai superata di tre generazioni rispetto alle odierne SP.
CLASSIFICA RAPPORTO QUALITÀ/PREZZO (La scelta intelligente)
Questa classifica incrocia il valore tecnico dei dati analizzati con il posizionamento di prezzo tipico sul mercato italiano (dove ENI ed Repsol sono molto economici, Motul e Castrol sono nella fascia media, mentre Liqui Moly, Pakelo, Nils e Motorex si pagano a prezzi premium da “boutique”).
- 🥇 1° Posto: Motul 7100 4T (Il Best Buy)
- Motivazione: Offre le massime specifiche tecnologiche sul mercato (100% Estere, API SP, VI 181) ma viene venduto a prezzi da grande distribuzione, spesso molto competitivi online. È imbattibile: compri un top di gamma assoluto al prezzo di un olio medio.
- 🥈 2° Posto: Repsol Smarter Racing
- Motivazione: Costa pochissimo ma i dati dicono che ha il Flash Point più alto (242°C) e il Pour Point più basso (-45°C) del lotto. Per chi cerca un olio robusto e sicuro spendendo il minimo, la linea Racing di Repsol è un mezzo miracolo commerciale.
- 🥉 3° Posto: ELF Moto 4 Race
- Motivazione: È uno dei pochissimi oli in commercio a vantare la specifica API SP pur mantenendosi su una fascia di prezzo accessibile (ereditata dalla distribuzione Total/Elf). A caldo è un vero “muro” protettivo (24.8 cSt).
- 🎖️ 4° Posto: Castrol Power 1 Racing
- Motivazione: Ha il valore stimato di HTHS più alto (~5.7), il che significa protezione totale del cambio e delle camme. Si trova facilmente a buon prezzo, ma perde posizioni a causa del Noack elevato (7.5%-8.5%) e del Flash Point basso (212°C), che costringono a rabbocchi più frequenti sui motori ad aria.
- 🎖️ 5° Posto: Liqui Moly Street Race / Motorex Cross Power
- Motivazione: Tecnicamente sono mostruosi (Noack al top), ma il prezzo al litro è decisamente alto. Sono acquisti consigliatissimi per chi ha motori esigenti (es. i monocilindrici spinti KTM o i grossi bicilindrici Mandello), dove la spesa è giustificata dalla protezione, ma non si possono definire oli “economici”.
- 🎖️ 6° Posto: Pakelo Krypton / Nils Race
- Motivazione: Prodotti d’élite destinati a una nicchia di puristi. Le prestazioni ci sono tutte, ma la reperibilità limitata e il costo al litro molto elevato ne abbassano l’indice di convenienza per il motociclista medio.
IN giro si dice che….qualcuno usi il 50 al posto del 60.
A prima vista, scegliere una gradazione SAE 50 rispetto a una SAE 60 in piena estate può sembrare una contraddizione: la logica comune suggerisce che più fa caldo, più l’olio debba essere viscoso a caldo per proteggere il motore.
In realtà, dal punto di vista fluidodinamico e ingegneristico, preferire un olio 50 rispetto a un 60 anche con temperature estive elevate ha diverse motivazioni tecniche solide:
1. Migliore scambio termico (L’olio come refrigerante)
L’olio motore non serve solo a lubrificare, ma è il principale responsabile del raffreddamento delle componenti interne più calde del motore (come il cielo del pistone, i segmenti e le guide valvole), zone dove il liquido refrigerante non può arrivare direttamente.
- Un olio SAE 50, essendo leggermente più fluido di un SAE 60, ha una velocità di scorrimento (portata) superiore all’interno del circuito.
- Circolando più velocemente, l’olio asporta il calore dalle zone critiche con maggiore rapidità e lo trasporta verso la coppa dell’olio o il radiatore per essere dissipato.
- Un olio SAE 60, essendo più viscoso (“pasticcioso”), si muove più lentamente; rischia quindi di trattenersi più a lungo sulle superfici calde, accumulando calore anziché sottrarlo e provocando un innalzamento locale delle temperature.
2. Riduzione dell’attrito interno (Attrito idrodinamico)
Più un fluido è viscoso, maggiore è la forza necessaria per pomparlo e per farlo scorrere tra le parti in movimento (resistenza al taglio o shear).
- Questa resistenza genera quello che viene definito attrito idrodinamico interno. L’attrito produce calore.
- Usare un SAE 60 quando il motore non lo richiede espressamente per tolleranze meccaniche significa far lavorare la pompa dell’olio sotto sforzo e generare calore aggiuntivo all’interno dell’olio stesso a causa dello sfregamento molecolare del fluido. Un SAE 50 riduce questo fenomeno, mantenendo l’efficienza del motore più alta e riducendo le perdite di potenza.
3. Rapporto tra Pressione e Portata della pompa
Il sistema di lubrificazione è governato da una legge fisica: a parità di condotto e di giri della pompa, all’aumentare della viscosità aumenta la pressione, ma diminuisce la portata.
- Molti pensano che una pressione dell’olio più alta sia sempre un bene, ma non è così. Se la pressione sale troppo a causa di un olio troppo viscoso (come il 60), rischia di aprirsi prematuramente la valvola di bypass (sovrapressione) della pompa dell’olio.
- Quando la valvola si apre, una parte dell’olio viene scaricata direttamente nella coppa prima ancora di circolare nel motore o di passare attraverso il radiatore dell’olio. Il risultato è che il motore riceve meno volume di olio proprio quando è sotto sforzo in estate.
4. La qualità delle formulazioni moderne (HTHS e Noack)
Un tempo si usava il SAE 60 per “compensare” i limiti strutturali delle basi minerale o semisintetiche, che tendevano a degradarsi e a diventare idruse ad alte temperature. Oggi, guardando le specifiche tecniche dei migliori oli 10W50 sintetici (come abbiamo visto per Liqui Moly, Pakelo o Motul):
- Hanno valori di HTHS (resistenza del velo d’olio a 150°C sotto sforzo meccanico tagliente) che superano spesso i 5.0 o 5.5 mPa·s.
- Hanno tassi di evaporazione (Noack) bassissimi, inferiori al 6%.
Questo significa che un ottimo SAE 50 moderno offre una stabilità del velo d’olio talmente elevata che la transizione a un SAE 60 diventa del tutto superflua per la protezione dall’usura, a meno che il motore non soffra di tolleranze accoppiamento molto larghe (motori d’epoca o chilometraggi estremi) o di una forte diluizione dell’olio causata dal carburante.
In sintesi: quando ha senso?
Usare il 50 invece del 60 in estate ha senso in alcuni motori moderni o ben tollerati perché fa girare l’olio più velocemente, raffredda meglio il motore, genera meno attrito interno e garantisce che la portata della pompa rimanga ottimale senza far scattare i bypass di sicurezza del circuito, il tutto senza sacrificare la protezione millimetrica dei componenti.
Anche se usare un olio SAE 50 ha molti vantaggi in termini di fluidità e raffreddamento, ci sono situazioni specifiche in cui scendere dal 60 al 50 in estate presenta dei rischi o dei “contro” evidenti.
Ecco i principali svantaggi o controindicazioni nello scegliere un 50 invece di un 60 con il grande caldo:
1. Minore spessore del velo protettivo (Meno tolleranza agli abusi)
La funzione primaria del grado SAE 60 è creare un “muro” idrodinamico estremamente spesso tra le parti metalliche in movimento.
- Se il motore viene portato a temperature d’esercizio straordinariamente elevate (es. ore di colonna in autostrada sotto il sole a 40°C, uso intensivo in pista, o percorsi off-road lenti ad alti giri dove manca l’aria nei radiatori), un olio 50 si fluidificherà più di un 60.
- In queste condizioni limite, lo spessore del velo protettivo del 50 potrebbe assottigliarsi pericolosamente, aumentando il rischio di micro-contatti metallo-metallo sulle camme o sulle bronzine.
2. Maggior consumo di olio (Trafilamento e fumo)
Se il motore ha tolleranze meccaniche larghe per progetto (es. vecchi motori raffreddati ad aria) o ha molti chilometri sulle spalle (segmenti elastici e guidavalvole usurati):
- Un olio più fluido come il 50 riuscirà a passare più facilmente attraverso i giochi d’accoppiamento, finendo nella camera di combustione dove verrà bruciato.
- Il risultato sarà un consumo d’olio sensibilmente più alto (mangiata d’olio) rispetto a quello che si avrebbe usando un solido SAE 60, costringendo a continui rabbocchi.
3. Rischio di calo di pressione al minimo (Spia dell’olio che lampeggia)
Nelle giornate estive più calde, dopo una tirata autostradale o nel traffico urbano fermi al semaforo, il motore gira al minimo e la pompa dell’olio spinge al minimo della sua capacità.
- Se l’olio è un 50 (quindi più fluido) e i passaggi interni del motore sono larghi o usurati, la pompa potrebbe non riuscire a fare abbastanza “muro” per mantenere la pressione corretta nel circuito.
- Questo può causare una caduta della pressione dell’olio al minimo, che si manifesta con la fastidiosa spia della pressione dell’olio che si accende o lampeggia sul cruscotto. Un 60, restando più viscoso, mantiene la pressione del circuito più stabile anche al minimo idraulico.
4. Minore protezione contro la diluizione da carburante
Tutti i motori, specialmente quelli a benzina con avviamenti frequenti o mappature ricche, tendono a far trafilare piccole quantità di carburante incombusto nella coppa dell’olio. La benzina diluisce l’olio, abbassandone drasticamente la viscosità.
- Se parti da un SAE 60, la diluizione da benzina potrebbe farlo scendere a un grado 50, che è ancora ampiamente sicuro in estate.
- Se parti già da un SAE 50, la diluizione da carburante rischia di trasformarlo in un SAE 40 a caldo, una gradazione decisamente troppo bassa e pericolosa per un motore nato per girare protetto ad alte temperature estive.
5. Maggior rumorosità meccanica
L’olio spesso funge anche da “cuscinetto acustico” per attutire i rumori metallici generati dal gioco delle valvole (punterie), della catena di distribuzione e degli ingranaggi del cambio.
- Passando dal 60 al 50, l’olio diventa più “sottile”, smorzando meno gli urti meccanici.
- Noterai quasi certamente un motore più rumoroso, con ticchettii e battiti meccanici più avvertibili quando la moto è molto calda.
Ricapitolando: quando NON ha senso usare il 50 al posto del 60?
Non ha senso (ed è rischioso) se:
- Il costruttore prescrive tassativamente il 10W60 (es. i monocilindrici KTM LC4, i bicilindrici Moto Guzzi 8V, o alcuni motori Aprilia). Se i passaggi olio e le pressioni sono calcolati per il 60, il 50 altererebbe i calcoli di progetto.
- Il motore è vecchio o ha molti chilometri: le tolleranze aumentate richiedono lo spessore del 60 per non consumare olio e non perdere pressione.
- Fai un uso gravoso “statico”: città intensa ad agosto o mulattiere/off-road pesante dove il motore bolle ma la moto si muove lentamente.
Quando il motore lavora molto caldo:
- estate
- autostrada ad alta velocità
- pieno carico con bagagli e passeggero
- passi alpini affrontati in modo brillante
il 10W60 mantiene una pellicola più robusta.
alla fine…Più della gradazione conta la qualità dell’olio: un ottimo 10W50 completamente sintetico con alto HTHS e basso Noack può proteggere meglio di un mediocre 10W60.

