Se pensate che l’inverno sia fatto per tenere la moto sotto un telo in garage, non siete mai stati al “Vacca Majon“. Mentre il termometro segna numeri che invitano a restare sotto il piumone, c’è un richiamo più forte che arriva dritto dalla Bassa Veronese: è l’odore del fumo dei bracieri, il suono dei bicchieri che brindano e quel rombo cupo di chi sfida la nebbia per esserci. Il Winter Party dei Nord Est Bikers non è solo un raduno, è un rito di resistenza goliardica. Dopo il silenzio e le riflessioni degli ultimi tempi, tuffarsi nel caos genuino e “ignorante” di questo evento è stato come dare una sgasata liberatoria contro l’inverno dell’anima.
Il tempo vola. A volte no.
E finalmente ho avuto l’opportunità di uscire in moto. Da ottobre a novembre trascorso un mese giusto. Tantissimo. Troppo.
Comunque sia , una gran fortuna. Sottovalutata.
In primis per la salute.
In secondo luogo la possibilità di fare quello che ci appaga nei momenti liberi.
Della prima ,nonostante i tanti acciacchi, davvero non mi lamento.
Vedo appuntato sul calendario motociclistico il primo “Vacca Majon.”

Così appronto con il planner del tomtom in serata una uscita brekkenosa.
Non dovrò trovarmi con nessuno perchè quando ho condiviso il tragitto associato alla descrizione ,i soli due possibili interessati sono evaporati alla parola sterrati.
Il moto club questo fine settimana è dedito alla castagnata in loco. Bello. Ma la moto ?
Nonostante l’alzata geriatrica alle 5 di mattina poi finisce che parto più tardi di quanto avessi previsto. Tanto.
Il sole è bello, non si va più per boschi ed oggi ci saranno quelli che saliranno in montagna per il “foliage”…manco fossero Rembrandt. Delle 100 moto che saliranno uno si fermerà a fare le foto al bordo della strada, gli altri 99 si ingarelleranno perchè è we di motoGP.
Quelli in auto arriveranno sfondandosi di salamelle e siccome amano tanto il “foliage” poi troverai uno smerdament.
Io opto per un solitario grigiore verso la meta in pianura.
Solo dopo avere espletato le pratiche di consegne per la cura del papà all’infermiera arrivo finalmente nella mia Bat caverna. E solo a vedere le moto mi sento meglio.


I bagagli appunto. Non vorrei espandere il volume delle borse laterali sostituendole.
Ora che vi siete eruditi… con gli aggiornamenti e consigli per gli acquisti, alla fine si… ho fatto anche il breve giro brekkenZEN.
Percorro località amene tra pozzanghere, sterrati e strade male asfaltate per diversi chilometri. Quasi tutti. Giuro che sugli appennini ci sono strade “asfaltate” peggiori.
Cielo grigio su, foglie gialle giuùùùùùùùùùùùùùùùùù.
E fossi ovunque , non forma poetica ma Fossi = avvallamento del terreno di dimensioni variabili, naturale o artificiale, destinato allo scorrimento delle acque – dappertutto.
Sempre. Di qua o di là.
Garanzia oramai certa questa per me che non troverai nessuno.
Nessuno in moto perlomeno.
O meglio , dovresti trovare colonne intere di moto, perchè sono state acquistate negli anni treni di moto adventure con tris di alluminio pronte ai raid più impegnativi.
E invece fortunatamente no.
Il percorso è di quelli che passano in luoghi dimenticati da Dio, che se sbagli la curva (poche) ti ritrovano alla prossima mietitura o raccolta di mais. Nel caso, vige sempre la legge che ti riciclano come spaventapasseri.
Invece ci sono i “Trattori”. Trattori di ogni ordine e dimensione.Forma e colore.
Di campionari assurdi…cingolati larghi due auto con scorta e lampeggiante di altri trattori, poi quelli con le ruoti sottili, quelli con le ruote in metallo e poi john Deere , i Massey ferguson, ma poi perchè cazzo so ste robe…..che non vorrei nemmeno saperle !
Viaggio sereno da solo, io con gli aironi , qualche ibis, un numero non definito di U.V.O…uccelli volanti non identificati ,alcuni dei quali in simpatici voli radenti al casco e poi lei…l’immancabile nutria suicida stavolta sotto la posteriore. E io lo giuro, faccio sempre di tutto per fermarmi ed evitarle.


Proseguo con il rimorso di coscienza. Sento la voce…”ASSASSINOoooooo”. Poi vedo che ce ne sono a iosa su nastri poco asfaltati…bidimensionalizzate. poracce.
Siamo in zona arrivo e sono in riserva spinta, metto strada breve sul gps per andare a fare benza.
… cosa che non avrei creduto possibile, giungo persino alla stazione di servizio della superstrada accedendo attraverso i prati !
L’incontro che non ti aspetti
Arrivo un po’ “spocegato” all’evento.
Parcheggio : caso vuole, giuro era il primo posto disponibile a fianco dell’unica V85TT presente. Fino a quel momento almeno.
Sono tutte col muso verso l’uscita. Io solito minchia la metto al contrario.

Il proprietario della gialla è ancora li. Pulita che riverbera il debole sole.
Cazzo pare uscita oggi dal concessionario , ma che ci fa qui ?
Io: “oh complimenti pulitissima!…(sarà il solito fichetto ? eh ..per forza… è immacolata!) “
Lui: “si , mi piace tenerla pulita”
Io: “si beh…ma pare proprio nuova di stecca (dai sarà arrivato da dietro l’angolo)”
Lui: “prova a dire.. quanti km ?”
Io : “60.000 ….(la dico alta dai… )”
Lui ” No.”
Io: “80.000 (eh… mo’ esageriamo)”
Lui “No.”
Io : (porca di quella troiiiiaaaa vuoi vedere che… “
Lui : “240.000 passati”
Adamo alias Mr. 240k km on V85TT in persona.

Lo so. Avete il cuggino che con la pataccaxy ha fatto tre trilioni di km senza cambiare olio.
Intanto vedo “crescere” ste guzzine che di km ne hanno macinati veramente e tanti.
Tra un panino con la salsiccia e un bicchiere di quello buono, la Vacca Majon ti regala sempre incontri che profumano di leggenda. Quest’anno la sorpresa aveva i cilindri trasversali di una Moto Guzzi V85TT che sembrava aver visto più mondo di un pilota di linea. Mi fermo a parlare col proprietario e, quasi con nonchalance, mi confessa la cifra folle: 250.000 chilometri. Sì, avete letto bene. Mentre molti passano il tempo a lucidare i collettori in attesa del sole, questo biker ha dimostrato che l’aquila di Mandello non solo sa volare, ma non si stanca mai. Guardare quel contachilometri tra la gente presente li a Minerbe fa capire che la nostra passione non si misura in cavalli, ma in impronte lasciate sull’asfalto.
E che io sono una mezza sega.
Quattro piacevoli chiacchere. Leggere.
Faccio conoscenza anche del Gianco,altrettanto gradevolissima presenza e pure di Michele e di… ?
ahia…le mie slot di memoria sono esaurite 🙁
Poi io saluto ,devo arrivare in orario ed essere ligio ,attivarmi in modalità badante.
Declino l’invito alla birra con le lacrime dentro di me…ok esagero ma che invidia.
Adamo invece saluta e parte verso l’imbrunire per il Brallo….sti-stra-cassi. Na robetta da nulla..come andasse li al bar dietro l’angolo. E il Brallo so bene cosa è…di notte in particolar modo.
Raduno? Bravissimi NordEstBikers! Da quanto ho visto organizzatissimo.
Bello. Ordinato. Pulito.
Luogo: funzionale ed ospitali e gentilissimi tutti i ragazzi del motoclub.
Solito dispiacere: non potersi fermare.
Ma accontentiamoci come ha detto Adamo “mille milioni di km”.
“Si va quando si può, l’importante è stare bene in moto quando la si usa.”
Eh già….è davvero e semplicemente così.

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