Vacca majon & CO.

Ieri ho avuto l’opportunità di uscire in moto. Da ottobre a novembre trascorso un mese giusto. Tantissimo. Troppo.

Comunque sia , una gran fortuna. Sottovalutata.
In primis per la salute.

In secondo luogo la possibilità di fare quello che ci appaga nei momenti liberi.
Della prima ,nonostante i tanti acciacchi, davvero non mi lamento.
Vedo appuntato sul calendario motociclistico il primo “Vacca Majon.”

Così appronto con il planner del tomtom in serata una uscita brekkenosa.
Non dovrò trovarmi con nessuno perchè quando ho condiviso il tragitto associato alla descrizione ,i soli due possibili interessati sono evaporati alla parola sterrati.
Il moto club questo fine settimana è dedito alla castagnata in loco. Bello. Ma la moto ?
Nonostante l’alzata geriatrica alle 5 di mattina poi finisce che parto più tardi di quanto avessi previsto. Tanto.
Il sole è bello, non si va più per boschi ed oggi ci saranno quelli che saliranno in montagna per il “foliage”…manco fossero Rembrandt. Delle 100 moto che saliranno uno si fermerà a fare le foto al bordo della strada, gli altri 99 si ingarelleranno perchè è we di motoGP.
Quelli in auto arriveranno sfondandosi di salamelle e siccome amano tanto il “foliage” poi troverai uno smerdament.

Io opto per un solitario grigiore verso la meta in pianura.

Solo dopo avere espletato le pratiche di consegne per la cura del papà all’infermiera arrivo finalmente nella mia Bat caverna. E solo a vedere le moto mi sento meglio.

Poichè tempo per andare per botteghe a fare “ziopping” non ne ho avuto negli ultimi mesi/anni qualche mese fa ho preso online scontata a 149 Euro ,rischiando il palloso reso , un nuovo giubbino da wheelup.
Mi intrigava moltissimo la possibilità di avere la membrana in-out.
Ovvero quelle che puoi usare sia internamente che sopra la giacca. E cosa non trascurabile la classe di sicurezza che quasi nessuno considera e guarda. Nemmeno tanti venditori.
Oggi sappiatelo, tale giacca è in ulteriore sconto a 129. solito CULO EH ?

Prima di perdermi la scheda online del produttore…riporto qui sotto le caratteristiche.

A mio uso. Il colore è quello che è.. lo so. Direi che si intona al periodo. Per tutti e due i colori..
Sembra anche figo. Poi ci metti dentro me e l’effetto è quello solito della boa nel lago di garda.La cintura: questa sconosciuta.

ALIKE NOMAD AQVADRY

Nomad Aqvadry è una giacca da turismo dal taglio spiccatamente rally raid.
Sviluppata per seguirti in ogni avventura, anche nel deserto, ti fornirà tutta la protezione della classe AA garantendoti allo stesso tempo un’ottimale coibentazione grazie ai suoi 3 strati.
Le ricercate soluzioni tecniche unitamente agli inserti in pelle, la posizionano ai vertici della sua categoria.
La giacca è stata certificata compatibile con l’airbag Tech-Air® 5 di Alpinestars®*.

Il tessuto principale in poliestere, trattato con tecnologia idrorepellente, riduce l’assorbimento d’acqua in caso di pioggia.
La giacca Nomad Aqvadry assicura ottime prestazioni in tutte le condizioni climatiche.
Partendo dalla configurazione completamente invernale, è possibile rimuovere i 2 strati interni indipendenti fino ad agire sulle prese d’aria frontali e quelle posteriori alleggerendo quindi il capo, massimizzando il ricircolo d’aria, anche nei climi più caldi.
Il sistema di chiusura è strutturato in modo da implementare ulteriormente il flusso d’aria in ingresso.
Le ampie zone in tessuto elastico su fianchi e maniche consentono di adattare la giacca alle variazioni di circonferenza.
La membrana Aqvadry, impermeabile e traspirante al 100%, può essere indossata sia all’interno che all’esterno della giacca.
Il piumino interno è removibile e portabile separatamente, garantendo ottimale coibentazione e versatilità d’utilizzo.
Il sistema di aggancio C-System permette di comporre la giacca in base alle varie esigenze, inserendo all’occorrenza il gilet e il piumino riscaldati Thermofire (acquistabili separatamente).
Le nuove protezioni super flessibili e sottili di livello 2, di progettazione Italiana, sono sviluppate seguendo lo standard ergonomico Protecno-It.
Nella parte posteriore interna è possibile inserire un paraschiena (acquistabile separatamente), mentre frontalmente è possibile applicare una protezione per il petto (acquistabile separatamente).
Gli esclusivi inserti in reflex aumentano la sicurezza in casi di scarsa visibilità.

CARATTERISTICHE TECNICHE:
– Protezione in classe AA (secondo la normativa EN 17092:2020)
– Tessuto esterno in Polystrong Pro 600D con trattamento Drop Safe
– Compatibile con Tech-Air® 5 di Alpinestars®*
– Inserti di rinforzo in tessuto Ballistic
– Tessuto elasticizzato Profiber ad alta tenacità
– Inserti in pelle L-PRO sulle spalle e braccia
– Inserti in rete Xtr-M ad alta tenacità
– Fodera interna fissa in poliestere forata e traspirante
– Membrana Insideout removibile Aqvadry impermeabile e traspirante
– Imbottitura termica removibile Thermotouch ad alta termoregolazione
– Membrana staccabile Insideout può essere indossata sia all’interno che all’esterno della giacca
– Piumino staccabile Thermotouch
– 4 prese d’aria frontali e 2 posteriori Air Window System
– Prese d’aria braccia e maniche Air Window System regolabili con zip
– Sistema di chiusura zip frontale ASC (Air Stripe Construction)
– Sistema di aggancio modulare C-System
– 3 tasche anteriori (2 impermeabili) 1 tascone posteriore – Fino a 5 tasche interne
– Chiusura collo con chiusura micrometrica e ripiegabile
– Regolazione volumi su braccio, avambraccio, vita e fondo
– Zone reflex ad alta visibilità
– Dispositivo elasticizzato di unione giacca/pantaloni con zip universale
– Collo con inserto soft
– Protezioni per spalle e gomiti EASYFLEX omologate CE En1621-1 Liv. 2 (incluse)
– Predisposizione per inserimento paraschiena My Ride Flex-Nitro Liv.1 e paraschiena My Ride Pro Nitro L2
(acquistabile separatamente)
– Predisposizione per inserimento protezione per il petto Alike® NETSHAPE CHEST A7042 Liv.2 (acquistabile separatamente)
– Predisposizione C-System per agganciare My Ride – Gilet Thermo Soft (acquistabile separatamente)
– Predisposizione C-System per agganciare My Ride – Gilet Thermo Fire e Piumino Thermo Fire Nero Man (acquistabile separatamente)

Con tutta sto po’ po’ di roba dovresti andare sotto acqua come Maiorca , sulla luna come Armstrong e attraversare incendi indenne e uscirne rinvigorito.
Invece noi motociclisti scettici e disincantati sappiamo che tutto ha un limite. Sempre.
Nell’epoca degli unboxing (che ca ca ta) poche righe e vi do la mia esperienza. Breve.
Intanto : ci sto dentro! Primo esame passato. Vestibilità in linea con le misure esposte.
Il giubbotto è pesante. In tutti i sensi. I sistemi di sovrapposizione e fissaggio degli strati tra loro sono migliorabili.
I pesi …”si dice così ?” sono ben distribuiti, alle tasche esterne accedo meglio che al Clover. Tutte.
Ci sono cerniere che sull’altro non ci sono, tasche incluse. E non mi dispiace.
Perdere qualcosa dalle tasche togliendosi il giubbotto è un attimo tra metti e togli. A discapito del peso ovviamente. La cosa che mi è piaciuta di più sono gli inserti in pelle (o finta pelle, cazzo ne so..) che proteggono veramente bene dall’aria umida di questo corto ReumaTour in Padania (uh la Padania…de l’Umbert..) . Si scherza.
Umidità invece no è verissima.
Le spalle ne traggono subito giovamento. E anche gli avanbracci.
Riesco anche a chiudere il colletto bene sul mio collo taurino con la mano sinistra senza autoinfliggermi strangolamenti da attività bondage.
Non può essere un quattro stagioni. Ma nemmeno se mi pagassero o me lo avessero regalato per farne la recensione lo scriverei.
Mai suggerirei questo giubbotto a chi vuole andare in calabria a giugno. A meno che non mi stia sulle palle.
Range di utilizzo : ottobre/aprile o caso mai viaggi da alpi in su.
Questo almeno vale per me.
Per la pioggia devo attendere. Arriverà sicuramente. E allora aggiornerò. Asciutto spero.
Cosa positiva: non ho avuto effetti “sbrindolamento” di aria tra pantalone e giacca , cosa che nonostante le dimensioni assolutamente simili ho avuto con l’altro. Sono i perchè della vita…
I prodotti di alta/altissima qualità sono altri. Non tali però da giustificare prezzi oltre i 1000 euro. No.
Se mi risparmia la giacca da pioggia ,diventata negli anni GRASSI ingombrante quanto una tenda da circo , per quanto riguarda il mio uso dire che ci siamo.

Questa, con strati tutti separabili e vestibili realmente in modo indipendente (membrana acqua, giacchetta, giacca) , dovrebbe essere per me un ulteriore passo avanti per la praticità e i bagagli.

I bagagli appunto. Non vorrei espandere il volume delle borse laterali sostituendole.

Le Urban le trovo splendidamente armoniche e strette il giusto per la moto .
Non solo esteticamente ma anche e soprattutto pratiche nel traffico.
Nei viaggi estivi di una settimana, ho portato con me una piccola bottiglietta di acqua con una modesta quantità di olio. I pochi rabbocchi sono sempre stati nella norma . Quando le condizioni climatiche erano torride, il carico importante e le velocità…beh non si dice.
Soluzione però poco pratica. Perchè anche se hai le borse interne , la possibilità di spargere qualcosa è untuosamente concreta. Poi ora sono talmente sottili che potrebbero pure rompersi per averle compresse appena un po’.

Allora ho aggiunto alla borsa Urban di destra, quella più capiente questo accessorio esterno che serve per alloggiare una boccia di olio , o acqua o superalcolici. Dipende da voi e della vostra indole…

Veniamo al miracolo delle tecno -lo-gia.

La parte interna è basculante sulle asole. I quattro punti di fissaggio assicurano assoluta solidità al tutto. Punta a forare su avvitatore, e in due minuti l’ammenicolo cinese è installato.
Il mio dubbio era sulla tenuta delle cinghiette di hello kitty.

Primo giro cauto e ripetuti controlli.
Poi via normalmente. Sterrati e bucone comprese. Promosso. Prima di pubblicare li testo per voi…ma cosa volete di più ?

Ho dovuto trovare però un contenitore idoneo.
Dedicato all’olio…che sembra ‘na cagata ma oggi la forma di cilindro per i contenitori di olio motore è introvabile se non in lattina metallica . Manca solo la praticissima sfera.
Ne esistono di specifici di contenitori, ma devi almeno vendere tua zia se è ancora giovane per andare a pari con l’acquisto. Non ne vale la pena .
La zia ce la teniamo che poi cucina bene. Il gene “taccagneria” si mette in modalità ON.
Culo ha voluto che trovassi questa nel box che bene si presta :la forma a base “triangolare ” consente un appoggio completo alla schiena della borsa e gli scansi bloccano bene le cinghiette.

Ora ho una bella boccia di olio robusta il giusto, leggera il giusto, mai usata, che fa tanto tanto “domani parto per Katmandu”.
O visto quanto è lurida la mia moto, potrei pure dire che ci sono tornato ora.
La mia apprensione di trovarmi in qualsiasi sperduto luogo e dover cercare olio w60 è stata quindi messa a riposo. E anche quella di trovarmi le mutande unte. Pericolosissimo..

Eh lo so qualche buon tempone potrebbe aprirla e pisciarci dentro…o ciularsela , correrò il rischio in attesa di qualche escamotage di blocco.

Se ingrandite la foto sotto ,potete vedere la “gloriosa” realizzazione. Se in questo formato non lo vedete subito allora il risultato è raggiunto.\
Volume interno risparmiato a favore del carico utile, e anche eventuali sporcacciamenti evitati.

Ora che vi ho erudito… con gli aggiornamenti e consigli per gli acquisti, alla fine si… ho fatto anche il breve giro brekkenZEN.


Percorro località amene tra pozzanghere, sterrati e strade male asfaltate per diversi chilometri. Quasi tutti. Giuro che sugli appennini ci sono strade “asfaltate” peggiori.

Cielo grigio su, foglie gialle giuùùùùùùùùùùùùùùùùù.

E fossi ovunque , non forma poetica ma Fossi = avvallamento del terreno di dimensioni variabili, naturale o artificiale, destinato allo scorrimento delle acque – dappertutto.

Sempre. Di qua o di là.
Garanzia oramai certa questa per me che non troverai nessuno.

Nessuno in moto perlomeno.
O meglio , dovresti trovare colonne intere di moto, perchè sono state acquistate negli anni treni di moto adventure con tris di alluminio pronte ai raid più impegnativi.
E invece fortunatamente no.

Il percorso è di quelli che passano in luoghi dimenticati da Dio, che se sbagli la curva (poche) ti ritrovano alla prossima mietitura o raccolta di mais. Nel caso, vige sempre la legge che ti riciclano come spaventapasseri.

Invece ci sono i “Trattori”. Trattori di ogni ordine e dimensione.Forma e colore.

Di campionari assurdi…cingolati larghi due auto con scorta e lampeggiante di altri trattori, poi quelli con le ruoti sottili, quelli con le ruote in metallo e poi john Deere , i Massey ferguson, ma poi perchè cazzo so ste robe…..che non vorrei nemmeno saperle !

Viaggio sereno da solo, io con gli aironi , qualche ibis, un numero non definito di U.V.O…uccelli volanti non identificati ,alcuni dei quali in simpatici voli radenti al casco e poi lei…l’immancabile nutria suicida stavolta sotto la posteriore. E io lo giuro, faccio sempre di tutto per fermarmi ed evitarle.


Proseguo con il rimorso di coscienza. Sento la voce…”ASSASSINOoooooo”. Poi vedo che ce ne sono a iosa su nastri poco asfaltati…bidimensionalizzate. poracce.

Siamo in zona arrivo e sono in riserva spinta, metto strada breve sul gps per andare a fare benza.

… cosa che non avrei creduto possibile, giungo persino alla stazione di servizio della superstrada accedendo attraverso i prati !

Arrivo un po’ “spocegato” all’evento.

Parcheggio : caso vuole, giuro era il primo posto disponibile a fianco dell’unica V85TT presente. Fino a quel momento almeno.
Sono tutte col muso verso l’uscita. Io solito minchia la metto al contrario.

Il proprietario della gialla è ancora li. Pulita che riverbera il debole sole.
Cazzo pare uscita oggi dal concessionario , ma che ci fa qui ?

Io: “oh complimenti pulitissima!…(sarà il solito fichetto ? eh ..per forza… è immacolata!) “
Lui: “si , mi piace tenerla pulita”

Io: “si beh…ma pare proprio nuova di stecca (dai sarà arrivato da dietro l’angolo)”
Lui: “prova a dire.. quanti km ?”
Io : “60.000 ….(la dico alta dai… )”
Lui ” No.”
Io: “80.000 (eh… mo’ esageriamo)”
Lui “No.”

Io : (porca di quella troiiiiaaaa vuoi vedere che… “
Lui : “240.000 passati”
Adamo alias Mr. 240k km on V85TT in persona.

Lo so. Avete il cuggino che con la pataccaxy ha fatto tre trilioni di km senza cambiare olio.
Intanto vedo “crescere” ste guzzine che di km ne hanno macinati veramente e tanti.

Quattro piacevoli chiacchere. Leggere.
Faccio conoscenza anche del Gianco,altrettanto gradevolissima presenza e pure di Michele e di… ?
ahia…le mie slot di memoria sono esaurite 🙁

Poi io saluto ,devo arrivare in orario ed essere ligio ,attivarmi in modalità badante.

Declino l’invito alla birra con le lacrime dentro di me…ok esagero ma che invidia.
Adamo invece saluta e parte verso l’imbrunire per il Brallo….sti-stra-cassi. Na robetta da nulla..come andasse li al bar dietro l’angolo. E il Brallo so bene cosa è…di notte in particolar modo.

Raduno? Bravissimi NordEstBikers! Da quanto ho visto organizzatissimo.

Bello. Ordinato. Pulito.
Luogo: funzionale ed ospitali e gentilissimi tutti i ragazzi del motoclub.
Solito dispiacere: non potersi fermare.

Ma accontentiamoci come ha detto Adamo “mille milioni di km”.

“Si va quando si può, l’importante è stare bene in moto quando la si usa.”

Eh già….è davvero e semplicemente così.


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