Il divin guzzista. Lo confesso. Sono ignorante. Non ho idea del perchè questo motoincontro tra appassionati del marchio di Mandello abbia questo nome.
Ma suona bene. Originale. La locandina dell’evento è sobria. Non promette donne nude , sputafuoco, esibizioni truzze.
Andare o non andare.
Venerdì 19 sera ritiro la moto tagliandata da Vallisari ma come al solito deciderò solo sabato e quindi al momento cosa fare. L’opzione di scendere nelle Marche in moto è tanto attraente quanto preoccupante per l’ondata di caldo prevista.
Carico anche la tenda perchè ho letto sul sito animaguzzista che c’è la possibilità di pernottare al camping di Frontone. Non ho prenotato nulla. Perchè quando parto io mi conosco. A volte parto per andare a vedere il mare e mi ritrovo in Austria e viceversa.
E ovunque andassi comunque la tenda fa sempre comodo.
Però sto giro , in fretta mi abbozzo anche una traccia GPX sul navigatore. Fatta a occhio.
Voglio partire prestisissimo ma la settimana è stata tostissima e stranamente mi crogiolo nel letto al fresco dei 20 gradi montani. Stranamente in quanto solito ad alzarmi verso le 5. Non so ma va così. Quindi partire presto “non pervenuto“.
Vabbè, così è.. e quando salgo in sella son le 8:30 passate abbondanti…
Esco dal corto vialetto dissestato e ho ancora dubbi. Nord alte montagne , mentre a sud mi aspetta la padania…dai fazzoletti verdi e il caldo magrebino.
Si va. A Cagli.
E allora che vada per Cagli. Ed il motivo è semplicissimo : non ci son mai stato nemmeno di passaggio. Poi vediamo di che si tratta. Cosa fanno, chi sono.
Anche se un evento è pur sempre troppo circoscritto per definire una identità di un gruppo.Sicuramente vasto e mosso da diverse “anime”.
Si scende anche piacevolmente con le statali ma poi ho la sciagurata idea a Mantova Sud di infilarmi sulla A22. Dove 22 è la velocità massima quando non sei fermo in colonna. A ( “A”= A li mortacci tua)
Ovviamente i cartelli di colonne non sono esposti fuori dal casello ma solo sulle insegne variabili una volta che sei entrato. Quindi sei fregato. Paghi e soffri. E viaggi di merda.”viaggi” si fa per dire. Cerchi di muoverti.
Ora hai tris di valigie, borsa con tenda sulla sella posteriore e borsa serbatoio.
I grandi bilici emettono gas euro -12 ed emano calore terrificante. Gli automobilisti non ti lasciano passare. Anzi. Evviva l’itaglia…
I gradi straminchia
A questo punto è logico avere già rimpianto il nord, dove perlomeno quando ti trovi in queste situazioni è previsto il passaggio per le moto. A mattina inoltrata sono 36 gradi straminchia.
I gradi “straminchia” sono quelli percepiti da uomo in pessima forma vestito con completo cordurato , stivali da moto e casco. E meno male che ho acquistato gli stivali “light” traspiranti…
Però i guantini sono leggeri dai…
Ebbene si , non l’ho mai fatto ma seguo altre moto che sfilano a destra sulla corsia di emergenza. Cauto , con molta ed estrema attenzione.
Guadagno il casello di Modena sud e sono fradicio. Pago malvolentieri e vorrei incendiare il casello. Tanto caldo più caldo meno…
SI VA.UN PO’QUI E LA’
Arrivo verso Valsamoggia ma non prima che il mio itinerario mi faccia fare un po’ di giri ad cazzum per farmi toccar i punti esatti del tragitto. Perchè se fai le cose in fretta fai anche delle cacate… Però il tom tom 550 se non passi esattamente dove hai messo il track point insiste allo sfinimento (anzi all’infinito) nonostate tu abbia proseguito saltandolo tale punto.
Nel girare a vuoto almeno becco un benzinaio a millesettequasi1800.
Vorrei riempirci anche il bauletto!
E poi ecco un Despar dove mi ci fiondo. Acqua e panino e ciliegie.
Ma l’acqua è aromatizzata. Praticamente ti pare di bere uno struccante alle rose ma annacquato. Le ciliegie le metto via perchè non si sa mai.
E non chiedetemi perchè so che sapore abbia uno struccante.
‘Na soddisfazione…non mi do’ per vinto, rientro e scorta di acqua stavolta “pura” e fredda..
Ma sto giro all’uscita c’è il blocco della vecchia siura con deambultaore che sta raccontando alla dipendente gli ultimi 5 anni della propria vita e l’altrettanto arzillo che è uscito con il carrello ma senza spesa. Hanno i loro tempi. Che potete immaginare.
Travaso acqua nel piccolo thermos e via. Nel frattempo il sole è alto e la tua ombra non esiste.
MENO MALE CHE..
Quando la stradina che hai messo dentro alla traccia da così (foto sotto) finisce poi in sterpaglie e sassi capisci di essere un Mona emme maiuscola. Ma anche lo strumento che ti ha consentito di crearla è un po’ cosi così …perchè Toni Bou ci passa ma i normali plurivaligiati no.
Meno male che:
A) non c’è mia moglie..
B) non ho coinvolto nessuno nel tragitto

Ad un certo punto mando sulla chat del gruppo whatsapp il testo:
[12:59] Partito da un po arriverò.. (o meglio spero di arrivare ma non ne sono certo)
[13:00, 20/06/2026]Via brekkene appenniniche
Solo poi quando rientrato dalle divagazioni bianche aggiungo
[13:47, 20/06/2026] Giuliano VR
Sono le 14 e sono nel nulla. Non arriverò MAI. Ecco.
Allora mi rimetto a guardare la traccia e correggo.
Giungo nei pressi di alcune strade che sono indicate come non transitabili in quanto chiuse per manutenzioni.
Nel mentre che guardo la mappa per impostare la deviazione scende una moto, poi un’auto e poi un furgone. Ecchecazzo mica abiteranno tutti qui e scendono.
Vabbè proviamo no ? Quindi no, il cartello mente. Si passa. Perchè ? boh.
Passo della Raticosa , del Paretaio passo della Peschiera, passo Carnevale, passo e chiudo..non ricordo altro se non curve e asfalto spesso dissestato.E caldo.
Soste per bere. Spesso.


poi durante ennesima sosta mando msg in chat del gruppo
chiedo
“Posso aggiungermi a cena?”….
Risposta – “Non lo so onestamente era su prenotazione”.
E ci sta. Pazienza.Comunque sia oramai sto scendendo.
Io sono esperto di NON raduni. Parto per andarci, arrivo sul luogo e non mi fermo.
Metto sul GPS -> Frontone. Mentre io guido leggiadro un CRIMINALE mercedes sprinter bianco effettua nel mio senso di marcia sorpassi FOLLI doppia striscia e curve. Istitivamente mi metto sulla mia destra che ancora un centimetro più a destra piglio i segnali stradali con le valigie e i paletti con i catarifrangenti.
Cambio idea alla ennesima sosta idratazione e metto Cagli come arrivo.
Nel piccolo e bel paese , fermo alla stazione di Servizio si accoda una Stelvio tributo che è un gran bel vedere. Stefano (mi pare) attende paziente che io butti dentro gli ultimi lentissimi litri. Però lui e compagnia sono in t-shirt e jeans. Io madido di sudore.
La sua compagna ferma sotto una pensilina all’ombra nel frattempo realizza una maglia all’uncinetto..perchè sono velocissimo nel rifornimento.
Mi spiega dove sono gli altri. Come accadeva a scuola credo di capire.
Giro due volte il paese in cerca del bancomat. La terza parcheggio la moto nei pressi di un hotel e chiedo indicazioni.
Non c’è che dire.
Sono un tipo sveglio… non avevo notato al chiosco passato più volte alla mia sinistra un centinaio di persone. Metà delle quali con t-shirt rossa dell’evento.
Parcheggio e nemmeno bene nei pressi del luogo aperitivoso e stracasso ma quanti sono ?
Ora io ero rimasto alle note su internet..e mi aspettavo un trentina di presenti.
Mi indirizzano verso il boss dell’evento o del gruppo.. insomma il boss. O il CEO ?
O semplicemente uno che si fa un quattro per tutti…
Ettore e Silvia sono gen ti lis si mi.
Non solo mi trovano posto per la cena, ma si prodigano personalmente per farmi accedere anche al bar e all’aperitivo.
IL BUONO..
Ed è per questo che certi gesti apparentemente piccoli, come qualcuno che si sbatte per trovarti un posto a tavola, per me hanno un peso enorme. Perché raccontano che tipo di persone hai davanti.
In un mondo in cui spesso ci si arrocca nei propri cerchi ristretti, diffidenti verso l’esterno, trovare chi si adopera per farti sentire il benvenuto non è scontato. Quel posto a tavola recuperato all’ultimo minuto non è solo una sedia in più: è la dimostrazione pratica di un valore profondo. È la prova che la voglia di condividere e di fare comunità viene prima di qualsiasi formalismo o pigrizia. Alla fine, le persone si misurano da questo: dalla capacità di stringersi per far posto a chi arriva.
Non solo. Quei gesti fanno molto di più: danno l’idea esatta dell’immagine del gruppo stesso, della sua identità e della sua salute interna.
Così consumato l’aperitivo ghiacciato porto la moto sul piazzale già gremito.
Offro un tristissimo spettacolo mentre mi cambio per togliermi l’alone di bue muschiato e indossare qualcosa che mi consenta di sedermi in mezzo a dei civili belli lavati e profumati.
Insomma se questo è il gruppo di anima guzzista TANTO DI CAPPELLO.

LA CENA

Il luogo adibito alla cena è bellissimo, raggiungibile in un niente dalla piazza dedicata al parcheggio delle moto. STREPITOSO. Qui si sono fatti un culo pazzesco.
Coperto e ventilato, e gli operatori “volontari” sono numerosi e organizzatissimi.
Mi aggrego al tavolo numero 3. Ci sta una bella compagnia di riminesi.
Felice già per il semplice fatto di sedermi , prenoto via internet il b&b al volo ma ho il vincolo dell’entrata alle 22:30.
Si chiacchera un po’ , scopro che il 3 non è il numero fortunato per l’uscita ai turni della cena, che peraltro è organizzata in maniera assolutamente impeccabile e qualità davvero eccelente. Inoltre non sono io “malato” con 3 moto nel box.
Qui c’è qualcuno che ne ha quattro volte tante. Mi consolo…
Dopo il primo piatto però devo ahimè levare le ancore.
La musica dal vivo è suonata da musicisti di grandissima qualità. Forse , ma è il mio pensiero , il volume è un po’ elevato e non aiuta la convivialità. Il mio udito anche ..
Quindi si va verso il lettino e comunque con antipasto e primo sono sazissimo.
Niente vino e i reni e fegato ringraziano. Al tavolo hanno lanciato tante volte il “brindisino” ed è un delitto non poter bere vino ma così è.
Quando accendo la moto ascolto in lontananza “Mare” di Carboni e mi rievoca splendidi ricordi.
Il b&b Villa Rosa ad Acqualagna ha una bella camera ampia, il bagno condiviso ma ma di culo che sono da solo. Anzi. I bagni sono due… e uno ha anche la doccia.
Per cui sei sempre e comunque a posto..
Non c’è il condizionatore ma un ventilatore a piantana muove piacevolmente l’aria di me spalmato ad x post doccia e in pochi minuti prendo sonno.
La moto la ritrovo al mattino ancora.

Il ritorno
Dormo bene e alle 6 sono in piedi , preparo il tragitto di ritorno mi rivesto esco e parto. Dopo 15/20 km e moto calda controllo olio che è perfetto. Vuoi mai che ste giornate torride poi mi si frigga qualcosa. Maroni a parte oramai torrefatti il giorno precedente.
Il tragitto prevede ancora una volta stradine e luoghi ameni (prendere nota. troppo ameni). Infatti vedo indicazioni di eremi. Che se fossi in pensione… pernotterei in zona e forse raggiungerei a piedi. O non avrei un euro con pensione misera e sognerei solamente.


Ora io sono bravissimo a dare consigli a destra e a manca. Ma sono “minchia inside”.
Profondamente. Visceralmente.

Sono felicissimo nel percorrere luoghi che mi stupiscono e ragalano scorci pazzeschi. Perchè ‘sto paese bistrattato è ancora dannatamente bello nonostante si faccia di tutto per demolirlo su ogni fronte. Industriale e produttivo pure.
Perchè sembra che tutto quello che viene dall’estero sia sempre fatto meglio a prescindere. Che i cinesi abbiano prezzi bassissimi delle moto perchè sono buoni e onesti e non ladri come questo o quello.
Invece, analizzando la questione da possessore (anche) di Moto Guzzi, trovo che questa moto sia una splendida realizzazione tecnica . Rappresenta una forma di italianità industriale di cui dovremmo essere orgogliosi: non parliamo di semplice estetica, ma di una produzione di alto valore che genera un indotto lavorativo importante, sostiene l’economia reale del territorio e valorizza le competenze ingegneristiche e sociali.
Quindi forse io non tengo la vera “anima” guzzista. Ma credo sia davvero una moto fantastica.


Il caldo sale , la fame aumenta, la sete raggiunge vette da deserto saharaiano e le soste parecchie. Vedo di conservarne un po’ di h20. Vuoi mai…
Diversi chilometri in piedi sulle pedane. Un po’ per le mie chiappe vetuste che si arieggiano ma anche perchè il fondo è spesso davvero breccioloso.
QUANTO PESA ?
Sono giunto in alto in fase estatica dopo chilometri di appagamento e trovo il cartello che indica passaggio ai “solo operatori”. No dico , porco cane, mi fai fare tutti i chilometri e poi solo li in vetta mi dici che ci sono chilometri non transitabili ? Ma stai scherzando posatore di cartelli ad cazzum ??!!!!

Vado…avanti furtivamente guardandomi attorno ..ma allor quando l’ennesimo cartello intima di non proseguire , altrimenti salti in aria tu e la tua famiglia a casa, vedo di fare inversione.
Ma non li comoda.
Eh no… noi facciamo le cose “ponderate” ,e quando le minchiate le dobbiamo fare le facciamo bene. MAI a metà.
E con il caldo la mia fase minchiosa raggiunge livelli inesplorati.
Inesplorati… come la stradina secondaria e bianca che scelgo per effettuare la scellerata manovra. Ma non all’imbocco “noi” andiamo avanti…e avanti per bene.
Avete già capito ? eh si.
il telefono ha mezza tacca : instabile. Eppure vedi i ripetitori in lontananza. Quindi dovrà prendere.
D’istinto provo a sollevare la moto appoggiata sul lato destro. Provo appunto.
Nix.
Mi spoglio. Bevo poco…tolgo bauletto, borsa serbatoio e laterale sx.
Eh si ma Vedrai che adesso…!! E infatti…non cambia proprio un cazzo. Non veniva su prima e non viene su adesso. Mezza pippa prima e mezza pippa ora. ma quanto cazzo pesa ?? La schiena chiede pietà.
Vederla li così mi piange il cuore . Mi dispiace. Mi sento in colpa.
Devo andare a cercare aiuto e mi incammino nei mei pantaloni neri di cordura , stivali traspiranti che non possono ovviamente traspirare i 34 gradi straminchia..e il sudore che scende negli occhi. A tutto questo aggiungiamo anche andatura ciondolante da mal di schiena appena guadagnato.
La maglietta è già stata tolta per dare possibilità a qualche cornacchia necrofaga di cibarsi agevolmente quando arriverà a banchettare su cotanta abbondanza.
Arrivo ad un cancello di un podere. Chiuso da un po’…lo vedi dall’erba secca ed alta attorno. Davanti e dietro. Campanelli manco a pagarli.
Sono su una strada della serie “nord sud ovest est ” ma più che altro proprio e senza forse , quel che cerco neanche c’è. “Oohoh ohoh…” direbbe Max Pezzali. Che però qui con sua hd non avrebbe mai pensato di metterci le ruote. Ovviamente.
Passano i minuti e non passa un cane , un volatile, una farfalla. Ripercorro a ritroso la bianca strada verso la motina chiedendomi perchè dopo 42 anni di moto penso ancora di averne 14. Perchè sono un coglione ? Si.
Sono quello che dice agli altri… mai andare in offroad da soli, sempre in due. Ecco.
Chiamerò assistenza ? La mezza tacca su smart è meno di mezza… Cazzo è ? il caldo che ti sfianca ? Allora di nuovo verso la strada principale che è pur sempre una straduccia..stradaccia per ribeccar la tacca. Il tempo passa, il sole mi fonde la crapa non cappelluta. Sono momenti gioiosi…di letizia direi.
Potevo essere sulla sdraio in giardino all’ombra con un thè ghiacciato. E inveceeeeeeeeeeeeeeee NO! Siamo qui mezzi smutandati sfatti e cotti e acciaccati.
Sento il rumore di un mezzo e spero non sia l’immaginazione ed è una reale panda offroad con due persone a bordo. Che fermo. O meglio si fermano loro increduli vedendo un budda sul provato andante in mezzo alla stradina con mani alzate in segno di resa incondizionata.
Beh ovvio… questo non ci può fare male sicuramente è più di là che di qua…pensano…
In breve lui, tal SAN MIRCO (da ??) e consorte mi raggiungono ed egli mi aiuta a risollevare il mezzo.
La compagna di Mirco è tra lo disgustato e lo sguardo pietoso. Ha pure ragione..direi.
Poi ultima la stoccatina…di Mirco ed il suo accento è quello di Cevoli :
- “Eh ci venivo a volte con il dominator io qui…e tu…” (coglione che ci fai qui con sta roba ??)
- IO – “Eh….uhmmm si adesso torno indietro…ho visto la chiusura…e ho imboccato questa per girarmi..“
- Lui – “Eh ma guarda che di poi là si passa neh ? “
Faccio la conta dei danni. praticamente zero. Incredulo. un leggero segno sulla urban e il fisiologico segno sul paramotore GIVI. il resto intonso.
Si scende
Vabbè …che devo aggiungere ?
Si qualcosina : gli ultimi colli Romagnoli, quando vedi che ti aspetta la torrida pianura un tizio con bandierina in mezzo alla strada mi blocca lasciandomi sotto al sole per una “Coppa Cobram” di ciclismo. Perchè diciamocelo, sarò coglione io…ma anche in bici con 36 gradi gara amatoriale non è mica male eh ?
A Imola opto per il pieno e bevo al quadrato poi via cerco di tagliare fuori e centri abitati lasciando fuori Ferrara a nord est.
Altra sosta sotto cavalcavia. Idea Gloriosa. Tolgo il giubbino. Ficco dietro e riparto.
Ed ecco perchè erano 40 anni che non viaggiavo in maglietta. Altra minchiata..del viaggetto da appuntare. Il tempo di avere la piacevole arsura delle braccia, beccare qualche insetto suicida e al successivo cavalcavia lo rimetto immediatamente. Senza è peggio di con. Per me almeno.
Tra Molinella e Sermide sogno ad occhi aperti la doccia fredda, suggerita dal profumo di alcune coltivazioni di erbe aromatiche e officinali in alcuni tratti molto intenso.
Super strada , molto super…come alcuni tratti deserti precedenti.
Felice e contento. Oltre 900km di tanta bella Italia, fuori e con me.



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